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Stand-by

Stand-by. La vita sospesa. Tutto si ferma. L’attesa. Si pone il presente all’interno di una nicchia, separata dalla vita che scorre. Si perde la percezione del tempo che passa. Tutto sembra ieri. E il nuovo domani non arriva mai. (Il nonsense di stamattina.)

Triste puntualizzazione sul treno...

...o almeno triste vi potrebbe apparire. No. Visto che i pochi intimi a cui ho svelato l'esistenza di queste pagine mi hanno chiesto stupiti se il finale del post "Io, tu, noi e il treno" era dedicato a qualcuno in particolare, puntualizzo che la risposta è NO. Quel post è fatto di esperienze passate e speranze future. In questo periodo giro alla larga dalle stazioni, per scelta. Ma ci rifletto su. Quel treno dalle mie parti non passa spesso. Dalle vostre, sì? No. O siete talmente fortunati in amore (che a Natale a carte non vincete un soldo) o stiamo parlando di un altro treno. Troppo facile prendere un treno qualunque con il primo compagno di viaggio trovato alla stazione...ma non è questa la corsa di cui parlo io. No. Credetemi, quel treno non passa spesso. Ed è bello perdersi nei pensieri fantasticando sul suo arrivo... Sì.

Amigos para siempre

"Lo dice il destino! Il destino ci porta alle Hawai - non si sfugge al destino - perchè corre un botto - molto più di te!". Durante una chattata con un amico. E già passato qualche mese da quella frase e posso affermare che la destinazione del viaggio la stiamo cambiando di giorno in giorno, ma la questione del destino forse non cambia.

Piatto ricco mi ci ficco: vodka e fragole

Non cadete nell'inganno! Non mi accingo a parlare della comune vodka alla fragola, ma delle fragole affogate nella vodka. Ho avuto il piacere di assaggiarle ieri sera ad una festa (in casa) ben riuscita, forse anche grazie alla scelta della frutta. La ricetta è semplicissima: si tagliano le fragole a pezzetti, si mettono in un'insalatiera (o in un bicchiere, se si preferisce la variante "uomo solitario e alcolizzato" a quella di "uomo animale sociale") e alla fine, invece di aggiungerci il succo di limone, ci si scola dentro una dose massiccia di vodka. Non so se l'aggiuta dello zucchero sia un passo obbligatorio della ricetta, ma di certo aumenta il grado alcolico di questa insalata rossa. Che volendo si potrebbe, impropriamente, chiamare anche insalata russa, rifacendoci alla terra d'origine della vodka. Non saprei dire se è una ricetta collaudata o un'invenzione dei padroni di casa. Consiglio la tradizionale aggiunta di succo di limone/acqua e...

Io, tu, noi e il treno

Spesso mi ritrovo a spiegare ai miei amici quella che considero la teoria del treno nelle storie d’amore, cioè dell’importanza di prendere in tempo il treno quando sta passando. E’ semplice: se non si è di fronte al binario nel momento giusto il treno si perde. E’ così nella realtà della stazione e così è in quella della vita. Certo, nel rapporto fra due persone il treno passa in una finestra di tempo ben determinata che non sono i pochi secondi della stazione. Malgrado questo, rendersi conto della situazione e agire con tempismo, è un’ardua impresa. Può accadere che il treno passi dopo poche ore, dopo qualche mese o dopo diversi anni, ma se non si capisce quando sta passando si rischia di perderlo. E quel treno non ripassa più. Spesso si perde il treno perchè si è titubanti, si esita di fronte alle certezze, si covano mille dubbi infondati: ci si accorge del treno quando ormai è passato. Altre volte si anticipano talmente tanto i tempi che non si arriva nemmeno a vedere il treno: quel...

Piatto ricco mi ci ficco: ravioli cinesi alla piastra

Da oggi posso dire che anche i ravioli del ristorante cinese (in Italia, purtroppo) mi piacciono. O meglio, mi piacciono i “ravioli al vapore” fatti alla piastra: sono, appunto, come i comuni ravioli al vapore ma vengono cucinati alla piastra. Quello che mi ha sempre disturbato nei ravioli al vapore era la consistenza della pasta. Sul ripieno niente da dire, ma fuori l’ho considerati sempre un po’ troppo bianchicci, mollicci e appiccicaticci per i miei gusti. Alla piastra è tutta un’altra storia. Evidentemente la sostanza non è tutto.

Piatto ricco mi ci ficco

Sì, un’ altra rubrica, dal titolo: “piatto ricco mi ci ficco”. Perchè in queste parole ci si può vedere tanto il culinario quanto l’erotico e questo blog, come dice la descrizione, tratta anche di queste divagazioni. Sarà che il banchetto di questa sera, ricco di pietanze e nuovi commensali, mi ha ispirato fin troppo. Il filosofo Ludwig Feuerbach scriveva “siamo quello che mangiamo”. Mi permetto di aggiungere, se qualcuno non l’ha già fatto, ”siamo anche come lo mangiamo”. E cosa c’è di erotico in tutto questo? Si sa: cibo e sesso sono un connubio indissolubile. Mischiare le due cose nello stesso momento è questione di gusti (culinari ed erotici, appunto), ma la questione qui è un’altra: come si comporterà nell’intimità la persona che di fronte a una fettina di carne con il coltello in mano trasforma la tavola in una sala chirurgica per scartare ogni minimo pezzetto di grasso, che con la forchetta in mano è più quello che sposta ai lati del piatto che quello che porta alla bocca, che ...